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I sistemi di accumulo energetico rafforzano la rete elettrica italiana
Ingeteam fornisce tecnologie progettate in Europa per uno dei più grandi progetti italiani di accumulo energetico a batteria, supportando la stabilità della rete e la capacità di stoccaggio dell’energia.
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Un sistema di accumulo energetico a batteria con una potenza nominale di 200 MW e una capacità totale di 800 MWh rientra tra i più grandi impianti di accumulo energetico in Italia ed è stato sviluppato per migliorare la stabilità della rete elettrica nazionale. L’installazione integra soluzioni di media tensione, inverter di accumulo e sistemi di monitoraggio e controllo per applicazioni nel settore energetico e nelle infrastrutture di rete.
Architettura tecnica per l’accumulo energetico a batteria su larga scala
Con una potenza nominale di 200 MW e una capacità totale di 800 MWh, l’impianto offre una durata di accumulo stimata di quattro ore a piena scarica. Sistemi di questa scala sono comunemente utilizzati per lo spostamento del carico, la regolazione della frequenza e l’integrazione delle energie rinnovabili nelle reti elettriche.
Nell’ambito del progetto, Ingeteam ha fornito 54 stazioni plug-and-play, ciascuna dotata di due inverter di accumulo, un trasformatore di media tensione, apparecchiature di commutazione e un pannello per i servizi ausiliari. L’azienda ha inoltre consegnato sette unità di distribuzione dell’energia insieme a sistemi SCADA e PPC (Supervisory Control and Data Acquisition e Power Plant Controller). Queste tecnologie supportano il controllo centralizzato e il monitoraggio delle infrastrutture di accumulo energetico su larga scala.
L’apprendimento automatico supporta il monitoraggio dello stato di salute delle batterie
I sistemi di monitoraggio integrano capacità di apprendimento automatico per l’analisi predittiva, consentendo una valutazione continua delle prestazioni operative e l’identificazione precoce delle anomalie. Secondo l’azienda, i sistemi monitorano inoltre lo stato di salute delle singole celle della batteria per rilevare potenziali degradazioni prima che influenzino le prestazioni complessive del sistema.
Approcci di manutenzione predittiva di questo tipo possono ridurre i tempi di inattività non pianificati e migliorare l’affidabilità operativa dei sistemi di accumulo energetico a batteria impiegati in applicazioni su scala utility.
Ruolo dell’accumulo energetico nella transizione energetica italiana
I sistemi di accumulo energetico a batteria vengono adottati sempre più frequentemente per gestire la variabilità associata alla produzione di energia rinnovabile. Immagazzinando l’elettricità in eccesso e rilasciandola nei periodi di maggiore domanda, questi sistemi contribuiscono all’equilibrio della rete e migliorano la resilienza delle infrastrutture elettriche.
Stefano Domenicali, Vicepresidente e Amministratore Delegato di Ingeteam Italia, ha dichiarato che il completamento del progetto rappresenta una tappa importante nel contributo dell’azienda alla transizione energetica italiana e allo sviluppo di infrastrutture energetiche progettate per rispondere all’evoluzione delle esigenze della rete.
Contesto aggiuntivo:
Specifiche tecniche e confronto competitivo non inclusi nell’annuncio originale del prodotto
La configurazione del progetto da 200 MW/800 MWh lo colloca nella categoria dei sistemi di accumulo a batteria con durata di quattro ore, un parametro di riferimento comune per applicazioni di supporto alla rete su scala utility. Progetti europei comparabili di accumulo energetico a batteria utilizzano spesso tecnologie agli ioni di litio combinate con sistemi avanzati di gestione energetica e integrazione SCADA.
Rispetto alle installazioni standard di accumulo energetico focalizzate esclusivamente sull’arbitraggio energetico, impianti dotati di analisi predittiva e monitoraggio a livello delle singole celle possono migliorare l’efficienza della manutenzione grazie a un rilevamento più precoce dei guasti. Tuttavia, indicatori misurabili delle prestazioni, come efficienza di ciclo, chimica delle batterie, tempi di risposta o tassi di degradazione, non sono stati divulgati, limitando il confronto diretto con tecnologie concorrenti di accumulo energetico.
A cura di Natania Lyngdoh, redattrice di Induportals, con il supporto dell’IA.
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