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Eni e Q8 Partner per la nuova grande bioraffineria in Sicilia

La bioraffineria di Priolo avrà una capacità annua di 500.000 tonnellate per produrre HVO e SAF, offrendo flessibilità operativa per soddisfare la domanda del mercato e ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 65%.

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Eni e Q8 Partner per la nuova grande bioraffineria in Sicilia

La joint venture tra Eni e Q8 Italia per la realizzazione di una nuova bioraffineria a Priolo, in Sicilia, si distingue dai siti di produzione tradizionali grazie all’impiego della tecnologia proprietaria Ecofining™ di Eni. Questo processo avanzato consente di convertire diverse materie prime — tra cui scarti, residui e oli vegetali non edibili — in biocarburanti di alta qualità. A differenza di molti impianti concorrenti che sono limitati a specifiche materie prime, il sito di Priolo offre un'ampia flessibilità operativa. L'impianto può variare dinamicamente la produzione tra olio vegetale idrotrattato (HVO) per il trasporto stradale e marittimo e carburante sostenibile per l'aviazione (SAF-Biojet), rispondendo così alle fluttuazioni della domanda di mercato e alle evoluzioni delle normative europee.

Riconversione strategica degli asset e impatto ambientale
Il progetto si differenzia per la trasformazione di un sito di chimica di base in perdita, precedentemente gestito da Versalis, in un polo industriale competitivo e a basse emissioni di carbonio. Questo perno strategico garantisce la sostenibilità a lungo termine del sito di Priolo, salvaguardando al contempo l’occupazione locale e le competenze industriali. Entro il 2028, si prevede che l’impianto raggiungerà una capacità annuale di 500.000 tonnellate. I biocarburanti prodotti sono progettati per essere utilizzati in purezza e garantiscono una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 65% rispetto al mix di combustibili fossili di riferimento, allineandosi direttamente agli obiettivi di decarbonizzazione dell’Unione Europea.

Crescita verso la leadership globale nei biocarburanti
L’investimento rafforza una partnership trentennale tra Eni e Q8 e rappresenta un passo fondamentale nella più ampia strategia del "modello satellitare" di Eni. Questo approccio mira ad accelerare la transizione verso la mobilità sostenibile raggiungendo una capacità di bioraffinazione totale di oltre 5 milioni di tonnellate all'anno entro il 2030. Sulla scia delle fortunate conversioni di Venezia e Gela, il progetto di Priolo consolida la posizione dei partner come leader nella transizione energetica del Mediterraneo, offrendo un'alternativa scalabile e tecnologicamente superiore alla raffinazione tradizionale dei fossili.

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