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Calcestruzzo con argilla calcinata riduce la CO₂
Boral Limited completa in Australia lo sviluppo di un calcestruzzo con argilla calcinata per diminuire le emissioni legate al cemento in edilizia e infrastrutture.
www.boral.com.au

Boral Limited ha concluso lo sviluppo di un calcestruzzo a ridotte emissioni di carbonio che integra argilla calcinata australiana come materiale cementizio supplementare (SCM). Il programma ha incluso validazioni di laboratorio e prove su larga scala in condizioni operative reali, confermando la fattibilità tecnica delle miscele per applicazioni strutturali e infrastrutturali.
Riduzione del contenuto di clinker
La produzione di cemento rappresenta una fonte significativa di emissioni incorporate nel calcestruzzo, a causa della decarbonatazione del calcare e dell’elevato consumo energetico nella produzione del clinker. La sostituzione parziale del clinker con materiali cementizi supplementari costituisce una strategia consolidata per la riduzione della CO₂.
L’argilla calcinata si ottiene mediante attivazione termica di argille caolinitiche. La reazione pozzolanica con l’idrossido di calcio genera ulteriori silicati di calcio idrati, contribuendo allo sviluppo delle resistenze meccaniche e alla durabilità.
Le formulazioni sviluppate comprendono sistemi binari e ternari. Secondo l’azienda, le prove hanno dimostrato lavorabilità e prestazioni comparabili a quelle dei calcestruzzi convenzionali a basso contenuto di carbonio, sia in laboratorio sia durante getti su scala industriale.
Dalla validazione sperimentale alle prove in campo
Il programma tecnico è stato avviato nel 2024 in collaborazione con la University of Technology Sydney, Transport for NSW e Calix, con il supporto dello SmartCrete CRC, finanziato da partner industriali e da un contributo del Governo australiano. Tali attività hanno ampliato studi preliminari condotti tra il 2020 e il 2024.
Le validazioni su larga scala si sono svolte presso lo stabilimento cementiero di Maldon, nel Nuovo Galles del Sud. Le prove hanno valutato il comportamento in fase di posa, la finitura superficiale e le prestazioni alle prime età in condizioni operative reali. L’azienda riferisce che il materiale ha mostrato proprietà visive e di lavorazione equivalenti a quelle delle miscele tradizionali.
Ulteriori test con clienti sono stati realizzati in collaborazione con il progetto infrastrutturale North East Link nello Stato di Victoria e con la University of Melbourne. Una soletta di prova ha impiegato argilla riciclata proveniente dagli scavi effettuati nello stesso sito, dimostrando un potenziale approccio circolare all’interno della filiera delle costruzioni.
Implicazioni per la decarbonizzazione e la filiera digitale
L’impiego di argilla calcinata di origine locale amplia le opzioni disponibili per ridurre il carbonio incorporato nei progetti di trasporto e nell’edilizia. Inoltre, contribuisce a diversificare le fonti di SCM rispetto a materiali tradizionali come ceneri volanti o loppa d’altoforno, la cui disponibilità può risultare limitata.
In un contesto di filiera digitale, in cui i dati di prestazione e gli indicatori ambientali sono sempre più integrati nelle specifiche tecniche, i risultati delle prove in campo forniscono elementi oggettivi a supporto delle decisioni progettuali e di approvvigionamento. La comparabilità in termini di lavorabilità e comportamento meccanico facilita l’integrazione nelle pratiche costruttive esistenti.
Inquadramento internazionale
I sistemi a base di argilla calcinata sono oggetto di ricerca a livello internazionale, in particolare nell’ambito delle formulazioni LC³ (Limestone Calcined Clay Cement). Lo sviluppo australiano adatta tali principi alle risorse locali e al quadro normativo nazionale. Le prove effettuate indicano la fattibilità tecnica su scala industriale.
Boral segnala ulteriore interesse da parte del settore per nuove sperimentazioni e applicazioni, suggerendo un potenziale utilizzo in progetti di infrastrutture civili e costruzioni commerciali.
Profilo aziendale
Boral Limited gestisce oltre 360 siti in Australia, tra cui cave, cementifici, impianti di asfalto, riciclaggio e centrali di betonaggio. L’azienda impiega circa 7.500 dipendenti e collaboratori e fornisce materiali per strade, ponti, gallerie ed edifici in tutto il Paese.
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